Caos - Nel caos dei segni emerge una presenza che tenta di ricomporsi. Caos è un volto che non vuole essere riconosciuto. Affiora, si spezza, si lascia attraversare dal rosso che cola come una ferita aperta o come una dichiarazione di vita. Nulla è fermo, nulla è definitivo: ogni segno nasce dall’urgenza, ogni colatura è un respiro che scappa. I volti non guardano davvero, ma sentono. Sono presenze instabili, sospese tra apparizione e dissoluzione, come pensieri che non riescono a restare in silenzio. Il bianco prova a contenere, il nero incide, il rosso invade: è il linguaggio emotivo di ciò che non può essere ordinato.