Dipingo per necessità, non per decorazione.


Non ho iniziato per diventare artista. Ho iniziato perché, a un certo punto, non avevo più un altro modo per restare in piedi. La pittura è arrivata come una risposta, non come una scelta.


I volti che emergono sulle mie tele non sono ritratti. Sono presenze. Parti di me, ma anche di chi guarda. Non cerco somiglianze, cerco verità. Anche quando è scomoda, anche quando disturba.


Lavoro per istinto. Non seguo schemi, non costruisco immagini per piacere. Ogni opera nasce da un’urgenza reale, da un momento preciso. Per questo ogni lavoro è unico, anche quando attraversa la stessa direzione o la stessa tensione.


Nel tempo ho scelto di portare questo percorso anche online, rendendo le mie opere accessibili a un pubblico più ampio. Non per adattarmi a un sistema, ma per trovare uno spazio reale dove il lavoro possa essere visto, scelto, sentito.


La mia pittura non è gentile. Non è rassicurante. È un luogo in cui le cose affiorano senza chiedere il permesso.


Non mi interessa spiegare tutto. Mi interessa che qualcosa arrivi. Anche solo per un attimo. Anche solo a una persona.


Perché è lì che succede davvero qualcosa.